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Nella mente di Chor Boogie

28 settembre 2010

Un viaggio interessante nella mente di Chor Boogie, che ci svelerà i segreti della sua Arte e del suo mondo.

Da dove vieni? raccontaci come ti sei avvicinato ai Graffiti

sono di San Diego, ma risiedo a San Francisco. Ho scoperto il Writing quando avevo circa 10 anni avendolo visto in giro per le strade e grazie a riviste come The Source e Spray Can e Subway Art. Ma in realtà è stato quando ho deciso di avventurarmi in queste zone che dove ho intrapreso la “carriera” da writer.

Coloro che mi hanno realmente ispirato sono COMATOSE, NASTY, PHASE2 e VULCAN tra i writer più influenti della scena Americana.

Qual’è il tuo interesse per l’arte?

il mio interesse per l’arte? Beh sono un artista da quando ho 5 anni, l’arte è da sempre stata una componente importantissima nella mia vita, mi ha spinto a definire me stesso come persona, rendendomi senza dubbio migliore.
Mi sembrava giusto intrapendere questa strada, era il mio destino. Il mio stile si è evoluto gradualmente, il tempo mi ha aiutato a definire il mio stile.

Perche ti piacciono i Graffiti?

Onestamente non resto legato solo a questi ultimi, poichè approccio all’arte da diverse prospettive.
Fidati, il “bombing” è stato soltanto un inizio, presto ho varcato il confine.

Qual’è o quali sono gli artisti che si sono guadagnati il tuo rispetto e la tua ammirazione?

Michelangelo, Da Vinci, Gustav Klimt, Phase 2, Vulcan , Apex.

il tuo stile è un incredibile mix tra dipinti astratti pieni di colore e ritratti tra il surrelismo e il realismo. Raccontaci di più riguardo il tuo stile, come potresti definire i tuoi lavori?

Il mio stile è un Omega Abstract Expressionism e un Romantic Voodoo influenzati da paesaggi altamente emozionanti, melodiche sinfonie e cromoterapia. Questo può essere sintetizzato in una formula: 50% mente + 50% cuore = 100% corpo, al quale puoi aggiungere un 100% di anima. Così ottieni un 200%, vale a dire una ChorBoogie Creation


Come si è evoluto il tuo stile attraverso gli anni? In che direzione speri che la tua arte si evolva in futuro?

E’ stata la pratica a segnare il mio stile, gettando le basi per quello che è oggi. Ora comincia un nuovo periodo della mia maturità artistica e soltanto il futuro potrà dirmi quali saranno le mie prossime creazioni.

Osservate le tue opere mi è quasi venuta voglia di tuffarmici dentro, per afferrare questo tuo stupefacente mondo onirico…Che tipo di reazione vuoi che la tua arte evochi?

E’ una delle reazioni migliori che abbia mai sentito, ma il mio unico intento è quello di provocare una sensazione, nel bene o nel male.

Come organizzi il tuo lavoro? fai prima delle bozze? hai una qualche “abitudine”?

Bene, non faccio alcuna bozza, al massimo faccio dei “renderings” per avere una visione realistica del proggetto.
Ma è tutto nella mia testa, nel mio cuore, nel corpo, nella mia anima, nel mio universo; affinché possa essere decisamente più autentico.
I miei lavori nascono da due semplici strumenti: Me e la mia Bomboletta!
Lascio agli altri l’utilizzo di pennelli, stencil, mascherine, taglierini e attrezzi vari, sono un tradizionalista, io!


Necessiti di qualcosa in particolare per essere creativo?

Nient’affatto faccio si che la mia creatività scorra liberamente. Un po’ come diceva il vecchio Albert Einstein quando affermava che se l’uomo usasse tutto il potenziale del proprio cervello la razza umana sarebbe molto più evoluta.
Credo che questo già avvenga per gli artisti semplicemente perchè ritengo che usiamo una percentuale di cervello che gli altri non usano.
Ma credo anche che tutti abbiano nascosto dentro sè un artista.
Be Artist, Use Your Brain!

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FAME FESTIVAL

7 giugno 2010

* News Of The Week *

Per il terzo anno consecutivo va in scena a Grottaglie, in provincia di Taranto, il Fame Festival. La scommessa del primo anno è stata perpetuata nel tempo e vinta costantemente, telestrasportare in Puglia i migliori street artist a livello internazionale ed organizzare un’apertura ufficiale per settembre.

Oggi il Fame è una realtà conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo perché gli spazi a disposizione ed il paesaggio di Grottaglie sono davvero unici.

Il paradosso linguistico ha generato una sinergia indissolubile, dall’italiano “Fame” nel senso di necessità di addentare qualcosa, al “Fame” raggiungimento della tanta agognata fama talvolta passando proprio per la fame. In quest’angolo d’Italia si ha davvero fame di creatività e soprattutto si ha bisogno dell’aiuto dell’Arte per coinvolgere attivamente le persone, renderle consapevoli riguardo i pericoli che incombono sulle loro teste.

A Grottaglie si fa politica intesa come “interesse di molti”, difesa del patrimonio comune, che vuol dire soprattutto difesa dell’ambiente, dell’aria e del suolo che calpestiamo.

Forse sarà proprio l’Arte ad essere innalzata a nostro portavoce quotidiano, denunciando gli sprechi e le scelleratezze che ogni giorno siamo costretti a osservare da semplici spettatiori.

Tra gli street artists che quest’anno prendereanno aprte al Fame Festival possiamo anticipare senza alcun dubbio il nome di Blu che dopo la performance da applausi durante l’edizione del 2009 ha già intrapreso un nuovo lavoro. Oggi Blu ci presenta la sua torta ripiena, ce la serve su un piatto di ceramica tradizionale locale, dipinta direttamente sul lato di una palazzina. Sulla superficie esterna, gli olivi dominano il paesaggio, ma quando si va per tagliarne una fetta, si scopre che le radici degli alberi affondano nei rifiuti, scarti tossici e scorie di lavorazioni radioattive.

Al Fame Festival 2009 David Ellis & Blu:

Grottaglie aprirà le proprie porte per la terza edizione del Fame Fstival a partire da 25 Settembre 2010!

Link Utili: FAME FESTIVAL

Salviamo la Street Art d’autore a Napoli!

31 maggio 2010

*News Of The Week*

Pochi giorni fa un giovane e inesperto writer napoletano ha coperto, con un “murales” di dubbia fattura, una delle due opere di Banksy, street artist anglosassone di fama internazionale. L’opera presente da alcuni anni sulla facciata delle mura di fronte al monastero di Santa Chiara, in Via Benedetto Croce, ritraeva una riproduzione dell’ Estasi di Santa Teresa del Bernini in trance per un “menù” di un, ahinoi, famoso fast-food.

L’inesperto writer, autore del misfatto, ha inoltre intaccato i basamenti della struttura di grande valore archeologico, cosa che Banksy aveva scongiurato.

Yeah! TheArtFactory ha sentito la necessità di indire una raccolta firme affinchè l’ultima opera di Banksy presente a Napoli in Piazza Gerolomini venga preservata da altri atti vandalici e custodita gelosamente come patrimonio artistico della città.

Sono già tante le città che hanno adottato un tipo di sistema di prevenzione a tutela delle opere di Banksy e di altri street artists dal notevole talento; tra le tante Melbourne, una delle metropoli sicuramente più attente e consapevoli del valore di ogni forma d’Arte, nella persona del proprio primo ciattadino, è intervenuta tempestivamente, dopo un episodio analogo a quello accaduto nel capoluogo partenopeo, proteggendo l’opera del famigerato artista e propone inoltre un piano regolatore per salvaguardare le enormi richezze presenti nella “sua” città.

Firma e Invita a Firmare!
http://www.yeahlab.it/petizione
Copia e incolla il link ovunque ritieni opportuno!

Non appena la raccolta avrà raggiunto un cospicuo numero di sottoscrizioni si potrà procedere con un’azione concreta.

Prendi l’Arte e non metterla da parte!

Urban Interventions: Personal Projects in Public Places

19 aprile 2010

*News Of The Week*

Urban Interventions: Personal Projects in Public Places di Robert Klanten & Matthias Hübner si presenta come un diagramma senza schemi, un manuale efficace, una sorta di guida sovra-territoriale che traccia la temperatura e i possibili percorsi tematici sullo stato dell’estetica di strada.


Il volume, senza imporre al lettore pretese esaustive, si concentra su macro-dettagli formali e compositivi, ricercando con dovizia eziologica e analitica alcune pratiche compositive inventate da coloro che, a cielo aperto, scolpiscono, disegnano, dipingono, colorano, fotografano, attivano performance e rischiano la loro fedina penale per trasformare la fissità dei codici civili/stradali in linguaggi di natura.

In Urban Interventions non viene indicato un vero e proprio percorso evolutivo, come prova del passaggio tra i segni dei graffiti e le operazioni di Street Art; gli artisti citati in questo magnifico volumetrasformano strade, palazzi, costruzioni, muri e strade in veri e propri laboratori. In immense gallerie pubbliche: spazi per l’arte che intersecano le modalità di approccio museale e le opportunità delle istituzioni private.

Tra New York, Londra, la Cina, la Turchia e la Colombia libro raccoglie un album intimo di esperienze pubbliche fatte di colori, di fili, di vernici, di luci, di lamiere, di messaggi, di calcinacci, di miniature e di fumi, alla ricerca di quello che la città non racconta mai, mai con abbastanza poesia.

Fonte: Exibart

URBAN SUPERSTAR SHOW 2010

19 aprile 2010

Anche quest’anno un infinito numero di Artisti caratterizzerà la seconda edizione di Urban Superstar Show, la mostra dedicata all’Urban art che verrà allestita negli spazi del Museo Madre a partire dal prossimo 1° maggio. Parterre di gran qualità visto il profilo degli artisti invitati all’esposizione provenienti da ogni parte del mondo oltre che dall’Italia e che rappresentano di sicuro un buon presupposto perchè l’evento ottenga il giusto successo. C’è molta curiosità sul tipo di intervento che alcuni artisti meno abituati alle gallerie, vedi Blu, andranno a realizzare nel quartiere di Via Settembrini. Ancora poche settimane prima che i cultori della materia cominceranno a perlustrare la zona in cerca dello scoop. Ne vedremo delle belle.

Fonte. Ziguline

Links Utili: MADRE


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