Posts Tagged ‘video’

StranieriOvunque/ForeignersEverywhere

29 giugno 2010

Stranieri Ovunque è una mostra a cura del collettivo Claire Fontaine che riunisce quattro artisti, gli inglesi Damian Le Bas e Delaine Le Bas, lo svedese Karl Holmqvist ed il tedesco Stephan Dillemuth, il cui lavoro indaga in diversi modi la questione dell’identità e la situazione conflittuale degli stranieri.

Stranieri Ovunque tenta di mettere in discussione la legittimità delle identità culturali e geografiche attraverso l’uso di varie strategie estetiche e la costruzione di una lingua straniera all’interno del linguaggio visivo.

Il lavoro di Stephan Dillemuth mette in discussione l’economia politica con tutte le sue implicazioni, compresa l’economia dell’esposizione, e l’obbligo di produrre una durevole e riconoscibile forma del gesto artistico. Per questa mostra Dillemuth propone un’emblematica scultura che fa riferimento ad un esperimento di comunicazione extraterrestre. Il lampeggiare di una lampadina cita il codice binario del messaggio inviato nel 1974 dal radiotelescopio di Arecibo verso l’ammasso globulare M13, che consisteva in 1679 ‘bit’ di informazione. Il contenuto del messaggio era composto da varie ’sezioni’, ciascuna raffigurante un particolare aspetto della ‘nostra civiltà’: la loro traduzione visiva è l’immagine del biglietto d’invito della mostra. Il messaggio include i numeri da 1 a 10, numeri atomici, le formule dello zucchero, basi e nucleotidi di fosfato presenti nel DNA, la struttura a doppia elica del DNA umano, l’altezza di un essere umano, la quantità di popolazione umana, lo schema del sistema solare e le informazioni sul telescopio di trasmissione di Arecibo. Martedì 21 agosto 2001 due nuove formazioni sono state raccolte e segnalate nei pressi del radiotelescopio di Chilbolton nell’Hampshire, in Gran Bretagna. Entrambe erano molto imponenti e consistenti in un gran numero di piccoli ‘pixel’, che se visti dal cielo formavano una forma riconoscibile – a differenza di molte altre formazioni vegetali. Questo racconto dubbio e soprannaturale, può essere letto, nel contesto della mostra, come un inquietante allegoria della comunicazione astratta globale.

Karl Holmqvist ha lavorato per molti anni con la performance, il video, il testo e la scultura. Il suo lavoro si occupa in modo originale e sofisticato dei temi della poesia politica e della sua rappresentazione visiva. Holmqvist costruisce un percorso visionario che attraversa gli aspetti più dolorosi e problematici della vita contemporanea, ma tocca anche quell’ambito familiare fatto di canzoni pop e pubblicità. Estraendo meticolosamente tutti i momenti politicamente poetici della vita quotidiana, l’artista si occupa del non rappresentabile utilizzando diversi dispositivi, come la proiezione  di una superficie nera attraversata da sottotitoli in bianco che riportano le parole pronunciate dalla sua voce fuori campo nella colonna sonora. Il video presentato in questa mostra è un suo recente lavoro intitolato ‘I’ll make the world explode’.

Il lavoro di Damian Le Bas si snoda attraverso una psicogeografia immaginaria che viene sovrapposta alla rappresentazione oggettiva dello spazio che si suppone le mappe possano fornire. Nei suoi lavori l’identità grafica dei territori e delle nazioni viene cancellata da dipinti quasi espressionisti, la terra – anche nella sua rappresentazione –  diventa la base ed il supporto dell’opera, e non è altro che una superficie da popolare il più densamente possibile.

Delaine Le Bas adotta una singolare pratica di costruzione di rifugi all’interno dello spazio espositivo. Ispirata alle forme e ai materiali di un’architettura zingara spontanea, la sua scultura organizza zone che rievocano i ricordi dell’infanzia ed i sentimenti di una vita vissuta ai margini della vita sociale ed urbana. Delaine lavora con diversi media creando una confusione di elementi vernacolari e gesti sculturalmente raffinati. Aspetti del femminismo sono presenti nella sua pratica che evoca e decostruisce gli stereotipi che circondano le donne zingare.

Claire Fontaine, che qui interviene in veste di curatore, è un collettivo d’istanza a Parigi, attualmente rappresentato dalla galleria T293. Claire Fontaine lavora con neon, scultura, pittura e testo, la sua pratica può essere descritta come un continuo interrogativo sull’impotenza della politica e sulla crisi della singolarità che sembrano definire l’arte contemporanea oggi. Per questa mostra presenterà un neon che traduce la frase ‘Stranieri Ovunque’ in lingua rom.

Link Utili: T293

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I MUTANTI

31 maggio 2010

L’Identità è il tema principale intorno al quale si snoda la mostra proposta dall’ Accademia di Francia, identità fatta di tradizioni, usi e costumi, colonialismi, Post-Colonialismi, migrazioni, perdite e acquisizioni il tutto miscelato dal talento di cinque artisti.
Il progetto stesso è un espempio lampante di ciò che l’Hybridism è in grado di fare; diversi strumenti espressivi per rappresentare la diversità degli artisti invitati: Video, Pittura, Fotografia, Installazione.
I 5 interventi segnano dunque 5 momenti differenti. Adrian Paci sarà chiamato a descrivere la “identità del migrante”, le tensioni politiche che è costretto a vivere e i conseguenti “spostamenti”; la ricerca di soluzioni sempre pungenti e pregne di significato fanno di Adrian Paci uno degli interpreti più apprezati di questo tema.

E’ invece Abdel Abdessemed a essere stato incaricato a esplicare con i suoi lavori la “tradizione culturale”, con il suo Video “Attraverso Dio”, Abdessemed toccherà uno dei punti più controversi della nostra società, il Cristianesimo visto come origine del mondo occidentale.
La pittura figurativa Djamel Tatah ha il sapore di una “analisi psicologica”. I suoi personaggi sono silenti, con attitudini introspettive, soli anche quando vengono ritratti in gruppo. I loro sguardi non si incrociano mai e finiscono a terra o in un volo incontrollato. Il loro è uno stato di sospensione, fisica ed emotiva, psicologica e sociale.

E ancora in mostra Ellen Gallagher con la sua stanza nell’Atelier del Bosco e il lavoro di Stephen Dean che rimanda all’idea di “migrazione” di quel flusso di corpi in continua ricerca di un luogo da eligere a terra promessa; ogni confine tra il dentro e il fuori viene spazzato via, offrendo una sequenza spazio-temporale priva di cesure e in perenne trasformazione.

Fino al 6 Giugno 2010
presso Villa Medici – Accademia di Francia

Link Utili: Villa Medici

Fabbrica Europa 2010!

10 maggio 2010

Le relazioni tra Europa e Oriente hanno avuto nei secoli vicende articolate ed alterne: a volte particolarmente intense ed entusiastiche, a volte problematiche, non di rado conflittuali. E’ comunque evidente che la cultura occidentale, senza scolorire la propria identità originalmente plurale, si sia sempre ad ogni livello incontrata e misurata con quella orientale.

La XVII edizione di Fabbrica Europa sarà così dedicata all’indagine, attuata attraverso gli strumenti della creazione artistica contemporanea, dei percorsi, dei nessi, delle suggestioni, ma anche delle differenze, tra Occidente e Oriente. Muovendoci idealmente verso Est, dall’Europa e dal Mediterraneo per giungere fino in Cina, una delle chiavi di volta di questo itinerario sarà una ricerca sulle via della spiritualità e della socialità, dunque dello spirito sociale, dei gruppi in movimento, e dei pellegrini della ricerca di sé negli altri. Di questi viaggi il percorso abbonda in tracce tangibili e interiori, in versi e in direzioni, in mirabili sintesi performative, monumentali e testuali su tutti i piani dell’arte e della scienza, a partire da quello di una contemporaneità multidisciplinare, ricca di memorie, di funzioni, e soprattutto di futuro, innanzitutto spirituale, ma da subito spendibile in investimenti operativi in viver civile, in punti di vista innovativi sul piano dei linguaggi e delle politiche di pace, apertura, e salute sociale personale e planetaria insieme.

Così un’altra direttrice che attraverserà Fabbrica Europa 2010 sarà quella dell’indagine del rapporto arte e scienza. Sempre di più, coreografi, registi, musicisti, artisti visivi e scienziati conducono insieme ricerche a livello internazionale che uniscono alla prassi puramente artistica scienza e nuove tecnologie, contribuendo alla definizione di nuovi paradigmi estetici e superando il concetto classico di discipline artistiche.

Proseguendo l’indagine sulle procedure artistiche più innovative e originali, Fabbrica Europa darà così spazio a quegli artisti che più di altri oggi si confrontano con la pratica sperimentale e la ricerca tecnologica indagando i meccanismi “segreti” della conoscenza e facendo proprio il potenziale offerto da nuove teorie e metodologie.

Con un articolato programma di eventi di danza, teatro e musica, installazioni, laboratori e incontri, Fabbrica Europa sarà così nuovamente un’occasione per aprire un confronto tra diverse pratiche culturali, stimolare un lavoro di ricerca e di creazione interdisciplinare, e al contempo tracciare ed arricchire la mappa delle relazioni e delle conoscenze in un percorso tra Occidente e Oriente che i recenti flussi di genti, merci, documentazione e creatività individuale e collettiva, ridisegnano quotidianamente con modalità sempre più segnate dalle nuove tecnologie comunicative e ambientali, oltre che dalle vecchie e nuove contraddizioni e dall’emergere di nuove soggettività globali e locali.

Fonte: Fabbrica Europa

Something About Naples

10 maggio 2010

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, allestita presso la Sala PAN│Palazzo delle Arti Napoli, intende presentare una mostra di video dal titolo Something about Naples. Mostra visitabile non solo a Napoli ma contemporaneamente anche all’Esposizione Universale di Shanghai.

La rassegna di video realizzata da Celesta Bufano, Federico Campanale, Christian Costa, Anna Fusco e Antonella Raio costa di due diversi nuclei di lavori.

Il primo, caratterizzato da video individuali ma composti in modo da formane un unico lavoro di gruppo di 24 filmati – ciascuno della durata di un minuto – in modo da rappresentare simbolicamente la durata di una giornata. Questo nucleo rientra nel progetto City One Minutes dell’Istituto di Educazione Artistica “Sandberg” di Amsterdam che, per il prima volta dal 1998, ha selezionato Napoli per il suo portale on-line e lo ha presentato all’Esposizione Universale in Cina nella sezione C1M Europa. All’interno di questo nucleo il video intitolato “Tutti davanti la televisione” della Bufano si è posizionato fra i dieci migliori lavori del One Minute Awards di Shanghai, evidenziando che Napoli è sia un luogo di grandi attrattive e bellezze culturali che una fucina di nuovi talenti.

Il secondo nucleo è caratterizzato da video realizzati espressamente per la mostra al PAN, dove i singoli artisti hanno interpretato la città partenopea nei suoi vari ed affascinanti aspetti culturali, folkloristici, sociali e paesaggistici, rispecchiandone una realtà locale fatta di bellezze superbe e di tante contraddizioni.

Fonte: PAN

ArteVideoRomaFestival, Oltre l’apparenza

13 aprile 2010

Aperte dal 15 Marzo 2010 le iscrizioni a concorso per partecipare a ARTE VIDEO ROMA FESTIVAL

 Il Festival intende selezionare e proporre una rassegna di elaborati audiovisivi

progettati e realizzati come opere d’arte contemporanea.

Sono ammesse tutte le tecniche di produzione digitale che dedichino particolare

attenzione alle peculiari capacità espressive, concettuali e formali degli strumenti utilizzati. Non si indica un tema specifico quanto più uno spunto, un suggerimento che è riassumibile nella frase “Oltre l’apparenza” che è il sottotitolo di questa prima edizione.

Fonte: Exibart

Links Utili: CARMA

“Deragliamenti” festival del fumetto autoprodotto

6 aprile 2010

*NEWS OF THE WEEK*


Deragliamenti è il nome del festival dedicato al fumetto autoprodotto ovvero al fumetto pensato, disegnato, impaginato, stampato e distribuito dalla medesima persona che spesso corrisponde allautore del fumetto in questione, il quale oltre ad averci messo arte ed intelletto cha messo pure un bel po di soldi pur di dare luce a quella creatura che voi spesso incoscientemente sfogliate più o meno frettolosamente tra le mani. Se siete dei cacciatori di storie illustrate o dei semplici curiosi alla ricerca di proposte alternative a ripetitive serate a base di solo alcool e discorsi banali forse è il caso di fare un salto, in ogni caso la birra non manca alle banalità potrete sempre provvedere voi.

A Urbino dal 16 al 18 Aprile 2010

Di seguito il comunicato stampa:

“Deragliamenti”

Festival del fumetto autoprodotto

Urbino, La Stazione, 16-17-18 Aprile 2010

Dal 16 al 18 Aprile, presso la Vecchia Stazione Ferroviaria di Urbino,si terrà la prima edizione di Deragliamenti, il festival del fumetto autoprodotto.

In questo suggestivo scenario, tra i binari abbandonati, sarà allestita l’area per le riviste e le produzioni editoriali indipendenti; non mancheranno gli incontri con gli autori, i dibattiti e i confronti e poi ancora video proiezioni, musica e aperitivi all’insegna dell’arte.

Deragliamenti è uno spazio libero e autogestito dedicato al mondo sotterraneo ma non sconosciuto del fumetto d’autore autoprodotto, che vanta in Italia realtà innovative e in continua crescita; è un’occasione per la città di Urbino e per il suo territorio di ospitare un evento di respiro nazionale su un linguaggio contemporaneo, così importante, come quello del fumetto.

Programma:

Venerdì 16 Aprile:

ore 15:00 apertura stands e presentazioni riviste

ore 18:00 aperitivo e proiezioni video

ore 22:00 inizio concerto “ Big Lucho all stars “

Sabato17 Aprile:

ore 15:00 apertura stands e presentazioni riviste

ore 18:00 aperitivo e proiezioni video

ore 22:00 DJ Waffi (noise,new wave,elettro…), I DJ Della Mutua Live set

Domenica 18 Aprile:

ore 15:00 apertura stands e presentazioni riviste

ore 18:00 aperitivo e proiezioni video

Ingresso: gratuito


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