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FESTIVAL DELLA CREATIVITA’ le idee che ci cambiano la vita

19 ottobre 2010

Si terrà a Firenze anche quest’anno il FESTIVAL DELLA CREATIVITA’ da Giovedi 21 a domenica 24 ottobre lasciando la location della Fortezza degli anni scorsi spostandosi su 18 aree del Centro Fiorentino dove una legione di ospiti provenienti da 50 Paesi invaderanno FIRENZE.

LUOGHI – La quinta edizione del Festival della Creatività si articolerà in 18 aree del centro, dove saranno sviluppati temi come arte, urbanistica, design, scienza, formazione, nuove tecnologie, cinema, musica, letteratura… Con particolare attenzione al contesto toscano.

Esposizioni, incontri, spettacoli, workshop e laboratori (tra questi la conferma di Degustibooks, rassegna dedicata a libri e cibo, in Largo Annigoni, arricchita quest’anno dall’appendice Wine & Fashion alla Galleria dei Medici)…
Il Festival si diffonderà in città per portare le eccellenze creative toscane, italiane e internazionali a contatto con la gente.
Sarà anche la prima volta che luoghi come la Facoltà di Architettura di S. Verdiana o Palazzo Pazzi-Quaratesi apriranno le proprie porte al pubblico.

OSPITI, EVENTI, TEMI – Allo scenario di crisi che sta condizionando la nostra società, il Festival risponde con un invito ad investire sul talento, mettere in luce le intelligenze e i saperi. Questo il senso con cui sociologi, filosofi, scrittori del calibro di Derrick De Kerckhove (sabato 23 ore 11, Santa Apollonia), Maurizio Ferraris (giovedì 21 ore 16, Palazzo Non Finito), Stefano Bartezzaghi (sabato 23 ore 16, Palazzo Non Finito), Aldo Colonetti (sabato 23 ore 18) e Remo Bodei (domenica 24 ore 16, Palazzo Non Finito) insieme ad altri personaggi, proporranno, in più occasioni, riflessioni sulle forme e le dinamiche dell’intelligenza. E’ questo il motivo per il quale sono presenti al Festival Istituzioni che investono nella ricerca e aziende innovative.
Ma chi sostiene il talento e la creatività nel sistema Italia? Se lo chiede il Forum delle Eccellenze che debutta al Festival giovedì 21 ottobre (Biblioteca delle Oblate).


Come sempre, un Paese sarà ospite d’onore, e questo è l’anno della Francia. Tra le iniziative, la mostra dedicata al genio di Felix Nadar (il primo a proporre la fotografia come arte) nel centenario della morte: inaugurazione mercoledì 13 ottobre al Museo Marino Marini.

Un centenario, in carne ossa, il critico d’arte, pittore e filosofo Gillo Dorfles, racconterà un secolo di idee, buone e cattive, che hanno cambiato la storia recente dell’uomo, giovedì 21 ottobre al Cinema Teatro Odeon. Sempre all’Odeon, venerdì 22, Philippe Daverio ci dirà quali sono i passaggi chiave e gli artisti che hanno cambiato la storia dell’arte.

Ma l’intelligenza diviene creatività anche grazie all’allegria, la capacità di sorprendersi e di sorridere. Ecco allora i ragazzi svedesi ideatori della campagna “the fun theory”, con i loro fenomenali video. Ed i più celebri fumettisti e vignettisti italiani: Vauro, Ellekappa, Altan, Giuseppe Palumbo, ospiti della mostra della RAR – Risate AntiRazziste (Ex-Murate).

Tra i progetti che troveranno spazio al Festival della Creatività (Museo di Antropologia) il “Global Changemaker” presentato dal British Council: un network che in 100 Paesi del mondo tiene insieme ragazzi tra i 15 e i 25 anni, tutti al lavoro su proposte in grado di cambiare la vita delle loro comunità.


La Facoltà di Architettura di Firenze aprirà le proprie porte ad urbanisti, network di architetti e designer chiamati a disegnare la città del futuro: robotica, biotecnologie, “Smart cities”, energie rinnovabili e mobilità elettrica sono solo alcuni dei temi affrontati. In Largo Annigoni anche un villaggio dell’innovazione dove accanto a luoghi d’incontro, librerie specializzate e aree per performance inedite, saranno aperti spazi dedicati alle idee e ai progetti per il domani. Tra gli ospiti Steven Kendall e l’Istituto Nazionale di Urbanistica.

SPETTACOLI, PERFORMANCE – Si parte martedì 12 ottobre al Teatro Odeon di Firenze con l’attore e regista americano Tim Robbins. Non un film, ma un concerto! A seguito dell’album di debutto, Tim Robbins è in tour nelle vesti di musicista/cantante, a capo della sua Rogues Gallery Band.

500 anni fa Erasmo da Rotterdam scrisse l’Elogio della follia, opera che non finisce di porre interrogativi e suggerire spunti di riflessione. Con la supervisione di Stefano Massini, Gioele Dix metterà in scena il testo, mercoledì 20 ottobre alla Loggia dei Lanzi.

Particolare il cast musicale che animerà le serate del Festival, sotto le Logge del Porcellino, dei Lanzi e del Grano (ingresso libero): sabato 23 ottobre spazio al progetto “Songs with other Strangers” che vede coinvolti Manuel Agnelli degli Afterhours, Steve Wynn dei Dream Syndacate, il songwriter Cesare Basile, Stef Kamil Carlens, John Parish… I musicisti si scambieranno ruoli e strumenti, attingendo dai propri repertori e non solo. Sempre sabato 23, il pianista e mago dell’elettronica Chilly Gonzales, preceduto da Mirco Mariani con i suoi “Saluti da Saturno”. E ancora, Cristina Donà, Roberto Angelini e Brunori Sas (venerdì 22 ottobre).

Per le arti visive, il format Cut&Paste di John Fiorelli: sotto il portico della Galleria degli Uffizi 6 concorrenti si sfideranno a colpi di design 2D e Motion Graphics, sotto gli occhi di una giuria di artisti e grafici professionisti.

Sabato 24, in prima nazionale, la performance teatral-musicale “Noi / Altri” ideata e messa in scena da Moni Ovadia, Mario Ancillotti e Paolo Rocca: al Centro per l’arte contemporanea EX3 in co-produzione con il Festival Suoni Riflessi.

CINQUE ANNI DI CREATIVITÀ – Quattro edizioni e quattro modi diversi di parlare della creatività. L’evoluzione del Festival è anche in questo, un aggiornamento continuo, una ricerca per cogliere l’evoluzione del pensiero creativo e delle sue applicazioni. Dalla prima edizione del 2006, quando gli 800 relatori provenienti da 30 Paesi, tra cui Dario Fo, Vincenzo Cerami e Derrick De Kerckhove si interrogarono su “pensiero, innovazione e ricerca” alla seconda edizione, quella del grande successo di pubblico dove gli oltre mille ospiti, tra cui Joshua Davis, Massimo Cacciari e Gianni Vattimo si confrontano su “i processi che disegnano la città ed il territorio”. Fino alle ultime due edizioni dedicate a “viaggi, visioni e scoperte” con la partecipazione di Jovanotti, Margherita Hack, Alessandro Bergonzoni e Piero Pelù e l’ultima, quella del 2009, con Yona Friedman, Saskia Sassen e Edward De Bono che presentavano le “città del futuro°”.
Quattro anni per crescere, maturare e scoprire che creatività non è solo espressione artistica e individuale ma un modo per affrontare le grandi sfide del presente e sopratutto del futuro.
Hanno partecipato in questi anni al Festival della Creatività oltre a centinaia di migliaia di persone, premi nobel, direttori di centri culturali ed istituzioni di rilievo internazionale, artisti, scrittori e centinaia di inventori e ricercatori. Un grande festival popolare che dilaga sul web con centinaia di migliaia di contatti. Che ora cambia e si rinnova perché la sfida è nel dna dei creativi.

Links Utili: Festival della Creatività

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Between Art and Life di Andrea Zittel

29 giugno 2010

Sicurezza, libertà, mantenimento, esperienza: sono queste alcune delle parole chiave per comprendere il lavoro di Andrea Zittel, americana di 45 anni, una delle figure più interessanti dell’arte contemporanea internazionale, invitata più volte a manifestazioni come la Biennale di Venezia, Documenta, Biennale del Whitney Museum e recente protagonista di una grande mostra personale allo Schaulager di Basilea.

Il percorso di Andrea Zittel – che si firma A-Z Administrative Service Zittel, brand autoriale e insieme spersonalizzato, manifesto della sua concezione del pensare e produrre arte  – si è svolto originariamente in California, dove è nata e ha compiuto i primi studi, poi a Brooklyn e infine nuovamente in California, dove si è stabilita con il figlio nel deserto di Joshua Tree.

Qui ora Andrea Zittel prosegue la sua ricerca artistica applicata al quotidiano: i materiali, i limiti e i significati degli spazi abitativi, degli abiti e degli oggetti domestici, la resistenza del corpo in situazioni dove il tempo non è misurabile, le procedure in base alle quali definiamo e valutiamo le qualità. Una scelta di radicale disciplina personale e un’esplorazione psicologica e biologica della nostra esistenza.

Between Art and Life, la mostra di Firenze a Palazzo Pitti è curata da Alberto Salvadori, prodotta e promossa dall’Osservatorio Arti Contemporanee (OAC) e dalla Fondazione Pitti Discovery, con la collaborazione delle gallerie Andrea Rosen di New York, Massimo De Carlo di Milano, e Sadie Coles di Londra, e propone una selezione di oltre 80 opere dell’artista, di cui due realizzate per questa occasione: dai wagon station ai sistemi e le capsule abitative per situazioni estreme come il deserto, abiti uniforms, gouaches e dipinti su tavola, tappeti e arazzi.

“Vedere Andrea Zittel alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti – dice Alberto Salvadori, curatore della mostra – è scoprire il quotidiano, la dimensione personale del vivere, all’interno di uno spazio che ha musealizzato i gesti minimi di un’intimità perduta”.

Andre Zittel in mostra fino al 16 Luglio 2010

Links Utili: Between Art and Life 

Andrea Zittel

Fabbrica Europa 2010!

10 maggio 2010

Le relazioni tra Europa e Oriente hanno avuto nei secoli vicende articolate ed alterne: a volte particolarmente intense ed entusiastiche, a volte problematiche, non di rado conflittuali. E’ comunque evidente che la cultura occidentale, senza scolorire la propria identità originalmente plurale, si sia sempre ad ogni livello incontrata e misurata con quella orientale.

La XVII edizione di Fabbrica Europa sarà così dedicata all’indagine, attuata attraverso gli strumenti della creazione artistica contemporanea, dei percorsi, dei nessi, delle suggestioni, ma anche delle differenze, tra Occidente e Oriente. Muovendoci idealmente verso Est, dall’Europa e dal Mediterraneo per giungere fino in Cina, una delle chiavi di volta di questo itinerario sarà una ricerca sulle via della spiritualità e della socialità, dunque dello spirito sociale, dei gruppi in movimento, e dei pellegrini della ricerca di sé negli altri. Di questi viaggi il percorso abbonda in tracce tangibili e interiori, in versi e in direzioni, in mirabili sintesi performative, monumentali e testuali su tutti i piani dell’arte e della scienza, a partire da quello di una contemporaneità multidisciplinare, ricca di memorie, di funzioni, e soprattutto di futuro, innanzitutto spirituale, ma da subito spendibile in investimenti operativi in viver civile, in punti di vista innovativi sul piano dei linguaggi e delle politiche di pace, apertura, e salute sociale personale e planetaria insieme.

Così un’altra direttrice che attraverserà Fabbrica Europa 2010 sarà quella dell’indagine del rapporto arte e scienza. Sempre di più, coreografi, registi, musicisti, artisti visivi e scienziati conducono insieme ricerche a livello internazionale che uniscono alla prassi puramente artistica scienza e nuove tecnologie, contribuendo alla definizione di nuovi paradigmi estetici e superando il concetto classico di discipline artistiche.

Proseguendo l’indagine sulle procedure artistiche più innovative e originali, Fabbrica Europa darà così spazio a quegli artisti che più di altri oggi si confrontano con la pratica sperimentale e la ricerca tecnologica indagando i meccanismi “segreti” della conoscenza e facendo proprio il potenziale offerto da nuove teorie e metodologie.

Con un articolato programma di eventi di danza, teatro e musica, installazioni, laboratori e incontri, Fabbrica Europa sarà così nuovamente un’occasione per aprire un confronto tra diverse pratiche culturali, stimolare un lavoro di ricerca e di creazione interdisciplinare, e al contempo tracciare ed arricchire la mappa delle relazioni e delle conoscenze in un percorso tra Occidente e Oriente che i recenti flussi di genti, merci, documentazione e creatività individuale e collettiva, ridisegnano quotidianamente con modalità sempre più segnate dalle nuove tecnologie comunicative e ambientali, oltre che dalle vecchie e nuove contraddizioni e dall’emergere di nuove soggettività globali e locali.

Fonte: Fabbrica Europa


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