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Faith 47 e la sua Vuvuzela spary

29 giugno 2010

* NEWE OF THE WEEK *

FAITH 47 è sudafricana. Disegna e dipinge il suo mondo, un modo per  affermare se stessa attraverso immagini e parole. La sua tela è diversa, diversa da tutte le altre, la sua tela è il mondo, i suoi lavori trovano spazio  in qualsiasi luogo si trovi.

 E ‘ potente nella sua sottigliezza e splendidamente schietta, dolce ed aspra . Le sue parole sono immagini poetiche , mai senza significato, una sorta di invito costante alla riflessione.

Faith 47 racconta di se e del suo rapporto con la sua terra il Sud Africa, dell’amore per essa dell’odio per il suo patriottismo, per l’inutilità dei confini geografici che evidentemente non collimano con quelli naturali.

Consapevole della natura fondata sul concetto di Bene .vs. Male Faith 47 cerca di catturare, di rapire, di tenere per se per poi elaborare e condividere il meglio che il mondo è in grado di offrirle.

Gas e pigmento racchiuso in una lattina è il meglio che il mondo possa ver creato per faith 47, il miglior modo per lasciarsi andare e raccontare la complessità del mondo, il Sud Africa ”  Respirare, pensare e agire; la gente qui è dura come chiodi , come ninja, con un cuore grande. Il divario di classe è così forte che ci sono molte tasche vuote . Un uomo affamato è un uomo arrabbiato , quindi c’è molta violenza. Ho messo tutto questo nel mio lavoro , le questioni che ho, i sentimenti che ho. E ‘una parte del processo di respirazione.”

Condividere il respiro, il pensiero e l’azione è il punto di forza di Faith 47, noi tutti siamo influenzati reciprocamnete, ogni conversazione, monologo, espressione di se colpisce un’altra persona, questa è l’essenza della umanità e senza dubbio abbiamo bisogno di prendere parte a questo processo.

ANNI ’00-Il Decennio Irreale.

29 giugno 2010

Dalla caduta delle torri gemelle al primo presidente nero, da Berlusconi a Ratzinger, dal boom economico della Cina alla crisi internazionale, da Osama allo Tzunami, dalla precarietà del lavoro a quella dei rapporti, dal cellulare a facebook! Figli di una tecnologia violenta, Matrix premoniva oniricamente la non vita attuale. Catene fatte da fibre ottiche, sms come Rimbaud, lettere senza carta e immagini che si consumano su cartelli roteanti. Sono il ragazzo degli anni zero, quelli dell’inizio di un qualcosa senza nome… Nuovo millennio, nuovo secolo iniziato con un decennio che ha ripercorso stili e concetti di una vecchia Storia che deprediamo senz’analizzarla. Sono il ragazzo del decennio irreale quello che non lascia tracce perché consuma e brucia inquinando anima e atmosfere.

Sono l’uomo che non cresce poiché l’illusione di poter parlare mi fa sentir libero dall’impegnarmi. Ho troppi sessi senza più famiglia, sono l’occidente accidentato da assurde ambizioni inculcate da illusioni irraggiungibili.

Sono l’animale umano senza consapevolezza del senso esistenziale, ho fottuto ogni spontaneità per costruire una perfezione che non puzza più di sudore. Sono reduce da anni di confusione, non so che cosa potrò costruire ora che tutto è stato distrutto; vendiamo politiche, persino Dio. Artisti, siam tutti diventati “artisti”, le parole han perso valore inseguendo stili di comunicazione mercificata, figli di progetti macchinosi c’inoltriamo verso un grande cambiamento cercando di concretizzare quella presenza che mancava all’appello. E l’Arte? la fanno ancora gli Artisti?

In esposizione presso gli spazi di FAMIGLIA MARGINI fino al 30 Settembre 2010

Links Utili: FAMIGLIA MARGINI MILANO


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