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“Exit through the giftshop” il docu-film firmato Banksy

27 settembre 2010

Thierry Guetta è il gestore di un negozio di vestiario vintage con la passione per le videocamere. Di origine francese ma da tempo residente a Los Angeles, Thierry filma tutto quanto gli capiti nella vita, dalle vicissitudini familiari, alla clientela del suo emporio, fino a delle candid camera amatoriali da lui stesso improvvisate. Verso la fine degli anni Novanta, mentre si trova in Francia per far visita alla famiglia, Thierry scopre con somma sorpresa che suo cugino è il famoso street artist Space Invader, colui che da tempo riempie le strade più frequentate di Parigi e delle altre capitali europee con dei mosaici raffiguranti le figure squadrate del celebre videogame. Da quel momento, Thierry decide di avvicinarsi al mondo della street art con la sua videocamera e di filmare da vicino tutte le guerrilla performance di questi artisti clandestini. Oltre a Space Invader, Thierry riesce ad avvicinarsi anche a Shepard Fairey, autore del celebre ritratto bicromatico per la campagna elettorale di Obama. Solo il misterioso artista britannico Banksy pare sfuggire al suo sguardo, finché un giorno, mentre l’artista si trova a Los Angeles per preparare la sua prima mostra, Barely Legal, è lui stesso a mettersi in contatto con Guetta.

“The World’s First Street Art Disaster Movie” cita la campagna promozionale del film e la dicitura rivela molto più di quanto il tono satirico lascerebbe intendere. Lo stesso Banksy in apertura lo definisce come un documentario su un uomo che voleva fare un documentario su di me, ma Exit Through the Gift Shop è a tutti gli effetti una storia di disastri, quello che riguarda il mondo dell’arte contemporanea, ma in modo particolare la creazione di un mostro da parte degli stessi street artists, un mostro tanto simpatico e cialtrone quanto pericoloso.

La trasformazione di Thierry Guetta in Mr. Brainwash è la parabola di un uomo qualunque che da cameraman compulsivo senza alcuna nozione di cinematografia diviene artista pop ricercato rimasticando ex novo la pop art dei manuali scolastici. La sua storia e, soprattutto, l’incredibile quantità di preziosi materiali da lui filmati, fanno emergere un po’ alla volta la posizione militante dell’artista di Bristol sul concetto di arte contemporanea e di democratizzazione della stessa.

L’idea che l’arte sia subordinata al commercio e che ogni museo preveda come ultima sala il suo gift shop non sono certo considerazioni inedite. Innovativo è però il metodo utilizzato: proponendo un riuso dei materiali video girati da Guetta non diverso dal modo in cui utilizza lo stencil o il découpage nelle sue opere, Banksy riesce nel doppio proposito di rendere la vita di un uomo un’opera d’arte (di arte pop, per la precisione) e di costruire un messaggio ironico e personale sul suo stesso degrado.

ecco il trailer:

Per vedere il film completo clicca qui!

Salviamo la Street Art d’autore a Napoli!

31 maggio 2010

*News Of The Week*

Pochi giorni fa un giovane e inesperto writer napoletano ha coperto, con un “murales” di dubbia fattura, una delle due opere di Banksy, street artist anglosassone di fama internazionale. L’opera presente da alcuni anni sulla facciata delle mura di fronte al monastero di Santa Chiara, in Via Benedetto Croce, ritraeva una riproduzione dell’ Estasi di Santa Teresa del Bernini in trance per un “menù” di un, ahinoi, famoso fast-food.

L’inesperto writer, autore del misfatto, ha inoltre intaccato i basamenti della struttura di grande valore archeologico, cosa che Banksy aveva scongiurato.

Yeah! TheArtFactory ha sentito la necessità di indire una raccolta firme affinchè l’ultima opera di Banksy presente a Napoli in Piazza Gerolomini venga preservata da altri atti vandalici e custodita gelosamente come patrimonio artistico della città.

Sono già tante le città che hanno adottato un tipo di sistema di prevenzione a tutela delle opere di Banksy e di altri street artists dal notevole talento; tra le tante Melbourne, una delle metropoli sicuramente più attente e consapevoli del valore di ogni forma d’Arte, nella persona del proprio primo ciattadino, è intervenuta tempestivamente, dopo un episodio analogo a quello accaduto nel capoluogo partenopeo, proteggendo l’opera del famigerato artista e propone inoltre un piano regolatore per salvaguardare le enormi richezze presenti nella “sua” città.

Firma e Invita a Firmare!
http://www.yeahlab.it/petizione
Copia e incolla il link ovunque ritieni opportuno!

Non appena la raccolta avrà raggiunto un cospicuo numero di sottoscrizioni si potrà procedere con un’azione concreta.

Prendi l’Arte e non metterla da parte!


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