Archive for settembre 2010

Dalì a Qui

28 settembre 2010

!NEWS OF THE WEEK!


A partire dal 22 settembre e fino al 30 gennaio del 2011, Palazzo Reale di Milano ospiterà un altro grande nome del panorama artistico internazionale. Salvador Dalì, dopo cinquantanni dalla sua ultima personale nel capoluogo lombardo, torna a far sognare gli appassionati d’arte e cultura.

Titolo della mostra è “Il sogno si avvicina” e indaga il rapporto del grande artista spagnolo con il paesaggio, il sogno e il desiderio. Per la sua realizzazione, fondamentali la collaborazione con la Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueras e i prestiti dal Reina Sofia di Madrid e altre istituzioni museali. Nel percorso della mostra sarà fruibile il cortometraggio Destino di Salvador Dalì e Walt Disney, mai proiettato prima in Italia: Dalí lavorò al fianco di Disney tra il 1945 e il 1946 ma il film fu completato solo nel 2003; espositi anche alcuni dei disegni originali creati per il corto.

L’allestimento sarà a cura dell’architetto Oscar Tusquets Blanca, amico e collaboratore di Salvador Dalí è infatti sua la realizzazione della sala Mae West nel museo di Figueras dedicato al pittore spagnolo e il famoso sofà Dalilips, realizzato su disegno dello stesso. Per la prima volta la sala di Mae West verrà realizzata all’interno del percorso espositivo così come fu ideata dallo stesso Dalí.

Links Utili: mostradali.it

Fonte: Milanotoday

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Nella mente di Chor Boogie

28 settembre 2010

Un viaggio interessante nella mente di Chor Boogie, che ci svelerà i segreti della sua Arte e del suo mondo.

Da dove vieni? raccontaci come ti sei avvicinato ai Graffiti

sono di San Diego, ma risiedo a San Francisco. Ho scoperto il Writing quando avevo circa 10 anni avendolo visto in giro per le strade e grazie a riviste come The Source e Spray Can e Subway Art. Ma in realtà è stato quando ho deciso di avventurarmi in queste zone che dove ho intrapreso la “carriera” da writer.

Coloro che mi hanno realmente ispirato sono COMATOSE, NASTY, PHASE2 e VULCAN tra i writer più influenti della scena Americana.

Qual’è il tuo interesse per l’arte?

il mio interesse per l’arte? Beh sono un artista da quando ho 5 anni, l’arte è da sempre stata una componente importantissima nella mia vita, mi ha spinto a definire me stesso come persona, rendendomi senza dubbio migliore.
Mi sembrava giusto intrapendere questa strada, era il mio destino. Il mio stile si è evoluto gradualmente, il tempo mi ha aiutato a definire il mio stile.

Perche ti piacciono i Graffiti?

Onestamente non resto legato solo a questi ultimi, poichè approccio all’arte da diverse prospettive.
Fidati, il “bombing” è stato soltanto un inizio, presto ho varcato il confine.

Qual’è o quali sono gli artisti che si sono guadagnati il tuo rispetto e la tua ammirazione?

Michelangelo, Da Vinci, Gustav Klimt, Phase 2, Vulcan , Apex.

il tuo stile è un incredibile mix tra dipinti astratti pieni di colore e ritratti tra il surrelismo e il realismo. Raccontaci di più riguardo il tuo stile, come potresti definire i tuoi lavori?

Il mio stile è un Omega Abstract Expressionism e un Romantic Voodoo influenzati da paesaggi altamente emozionanti, melodiche sinfonie e cromoterapia. Questo può essere sintetizzato in una formula: 50% mente + 50% cuore = 100% corpo, al quale puoi aggiungere un 100% di anima. Così ottieni un 200%, vale a dire una ChorBoogie Creation


Come si è evoluto il tuo stile attraverso gli anni? In che direzione speri che la tua arte si evolva in futuro?

E’ stata la pratica a segnare il mio stile, gettando le basi per quello che è oggi. Ora comincia un nuovo periodo della mia maturità artistica e soltanto il futuro potrà dirmi quali saranno le mie prossime creazioni.

Osservate le tue opere mi è quasi venuta voglia di tuffarmici dentro, per afferrare questo tuo stupefacente mondo onirico…Che tipo di reazione vuoi che la tua arte evochi?

E’ una delle reazioni migliori che abbia mai sentito, ma il mio unico intento è quello di provocare una sensazione, nel bene o nel male.

Come organizzi il tuo lavoro? fai prima delle bozze? hai una qualche “abitudine”?

Bene, non faccio alcuna bozza, al massimo faccio dei “renderings” per avere una visione realistica del proggetto.
Ma è tutto nella mia testa, nel mio cuore, nel corpo, nella mia anima, nel mio universo; affinché possa essere decisamente più autentico.
I miei lavori nascono da due semplici strumenti: Me e la mia Bomboletta!
Lascio agli altri l’utilizzo di pennelli, stencil, mascherine, taglierini e attrezzi vari, sono un tradizionalista, io!


Necessiti di qualcosa in particolare per essere creativo?

Nient’affatto faccio si che la mia creatività scorra liberamente. Un po’ come diceva il vecchio Albert Einstein quando affermava che se l’uomo usasse tutto il potenziale del proprio cervello la razza umana sarebbe molto più evoluta.
Credo che questo già avvenga per gli artisti semplicemente perchè ritengo che usiamo una percentuale di cervello che gli altri non usano.
Ma credo anche che tutti abbiano nascosto dentro sè un artista.
Be Artist, Use Your Brain!

Fotoleggendo 2010!

27 settembre 2010

Anche quest’anno FotoLeggendo rivolgerà un ampio sguardo alla formazione professionale. In programma una serie di workshop che si svolgeranno tra la sede di Officine Fotografiche e la galleria 10b Photography.

Pensati per coloro che intendono esercitare la fotografia in modo professionale, i workshop sono curati da qualificati esperti del settore. Grazie all’alta professionalità dei docenti e a strutture didattiche all’avanguardia, fotografi e appassionati avranno l’occasione di
approfondire linguaggi, metodi, esperienze e tecniche fotografiche.

Quest’anno nuova geografia degli spazi espositivi e due mesi di inaugurazioni e appuntamenti, dal 30 settembre al 30 novembre 2010. Oltre allo storico Istituto Superiore Antincendi, le inaugurazioni formeranno un unico itinerario circolare, includendo nuovi ed importanti spazi per la fotografia: Mandeep photography and beyond, 10b photography, Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI), cui si aggiunge la nuova sede di Officine Fotografiche, e due prestigiose sedi istituzionali, la Centrale Montemartini e il Museo di Roma in Trastevere.

“Exit through the giftshop” il docu-film firmato Banksy

27 settembre 2010

Thierry Guetta è il gestore di un negozio di vestiario vintage con la passione per le videocamere. Di origine francese ma da tempo residente a Los Angeles, Thierry filma tutto quanto gli capiti nella vita, dalle vicissitudini familiari, alla clientela del suo emporio, fino a delle candid camera amatoriali da lui stesso improvvisate. Verso la fine degli anni Novanta, mentre si trova in Francia per far visita alla famiglia, Thierry scopre con somma sorpresa che suo cugino è il famoso street artist Space Invader, colui che da tempo riempie le strade più frequentate di Parigi e delle altre capitali europee con dei mosaici raffiguranti le figure squadrate del celebre videogame. Da quel momento, Thierry decide di avvicinarsi al mondo della street art con la sua videocamera e di filmare da vicino tutte le guerrilla performance di questi artisti clandestini. Oltre a Space Invader, Thierry riesce ad avvicinarsi anche a Shepard Fairey, autore del celebre ritratto bicromatico per la campagna elettorale di Obama. Solo il misterioso artista britannico Banksy pare sfuggire al suo sguardo, finché un giorno, mentre l’artista si trova a Los Angeles per preparare la sua prima mostra, Barely Legal, è lui stesso a mettersi in contatto con Guetta.

“The World’s First Street Art Disaster Movie” cita la campagna promozionale del film e la dicitura rivela molto più di quanto il tono satirico lascerebbe intendere. Lo stesso Banksy in apertura lo definisce come un documentario su un uomo che voleva fare un documentario su di me, ma Exit Through the Gift Shop è a tutti gli effetti una storia di disastri, quello che riguarda il mondo dell’arte contemporanea, ma in modo particolare la creazione di un mostro da parte degli stessi street artists, un mostro tanto simpatico e cialtrone quanto pericoloso.

La trasformazione di Thierry Guetta in Mr. Brainwash è la parabola di un uomo qualunque che da cameraman compulsivo senza alcuna nozione di cinematografia diviene artista pop ricercato rimasticando ex novo la pop art dei manuali scolastici. La sua storia e, soprattutto, l’incredibile quantità di preziosi materiali da lui filmati, fanno emergere un po’ alla volta la posizione militante dell’artista di Bristol sul concetto di arte contemporanea e di democratizzazione della stessa.

L’idea che l’arte sia subordinata al commercio e che ogni museo preveda come ultima sala il suo gift shop non sono certo considerazioni inedite. Innovativo è però il metodo utilizzato: proponendo un riuso dei materiali video girati da Guetta non diverso dal modo in cui utilizza lo stencil o il découpage nelle sue opere, Banksy riesce nel doppio proposito di rendere la vita di un uomo un’opera d’arte (di arte pop, per la precisione) e di costruire un messaggio ironico e personale sul suo stesso degrado.

ecco il trailer:

Per vedere il film completo clicca qui!

World Press Photo Exhibition

27 settembre 2010

Il 24 settembre, per la prima volta nel suo rituale giro del mondo, il World Press Photo Exhibition arriva a Napoli, a cura di Neapolis.Art, al PAN | Palazzo delle Arti Napoli.

World Press Photo Exhibition, la più prestigiosa Esposizione del fotogiornalismo internazionale, nasce da un altrettanto cosmopolita Concorso che ha luogo all’inizio di ogni anno ad Amsterdam, ove risiede l’omonima Fondazione.

Dal 1955 una giuria rappresentata da editori, fotografi e delegati delle agenzie stampa di tutto il mondo, premia alla fine di Aprile, le prime tre fotografie classificate nelle 10 categorie in concorso, nonchè la migliore foto dell’anno. Le prime 200 foto vengono allestite in una mostra itinerante nel mondo, che tocca 50 nazioni ed è visitata da 2 milioni e mezzo di persone. Vince il World Press Photo of the Year Pietro Masturzo, giovane fotoreporter napoletano.

Durante le tre settimane dell’esposizione, Neapolis. Art accoglierà una rosa dei fotoreporter premiati, che in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, terranno una serie di incontri/studio e parteciperanno alle tavole rotonde in programma.

Fonte: PAN

Povero Piccolo Pesce di Lu Yan!

27 settembre 2010

L’acqua è un bene prezioso. Dovremmo ricordarci che senza, la nostra vita, non sarebbe possibile. Eppure molto spesso si affronta la questione con leggerezza, quasi non fosse di nostro interesse.
Anche se il nostro pianeta è composto in gran parte d’acqua questo non vuol dire che sia una risorsa infinita. È infatti per lo più acqua salata, non utilizzabile direttamente e i sistemi di desalinizzazione restano ancora complessi e soprattutto costosi. La parola d’ordine dovrebbe essere come sempre risparmio.

Tra le tante iniziative atte a sensibilizzare gli utenti verso un utilizzo più responsabile di questa preziosa risorsa, questa è senza dubbio tra le più curiose.
In realtà non è un’iniziativa, bensì un progetto del designer cinese Lu Yan, laureato presso il dipartimento di progettazione del prodotto alla Central Saint Martins nel 2009 e attualmente al primo anno del corso di Industrial Design Engineering (MA MSc Master Double) al Royal College of Art e dell’Imperial College di Londra.
Si chiama Poor Little Fish. Nella parte superiore è presente un recipiente che funge da acquario e al suo interno un pesce. Durante l’utilizzo il livello dell’acqua scende (il livello non sarà mai tanto basso da mettere a rischio il pesce) e chiuso il rubinetto, l’acquario si riempe nuovamente.

In realtà più che un vero e proprio prodotto, dovrebbe essere inteso come provocazione, anzi come uno spunto di riflessione. Non riusciamo ad immaginare un progetto del genere prodotto in serie e pronto per il mercato, ciò nonostante il messaggio trasmesso è troppo importante per non trovarlo interessante.
Il sito personale del designer www.yanlu.com

Fonte: Enquire


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